Francesco Andresciani - Blender Foundation Certified Trainer

Archive for the ‘ManualeBlender’ Category

Blender 2.7x – Appunti 011: Utilizzo di mouse e tastiera in Blender

In BlenderClick, ManualeBlender on 4 maggio 2014 at 23:08

I principali sistemi di input utilizzati per lavorare in Blender sono il mouse e la tastiera. Vista la complessità delle operazioni attuabili all’interno della sua interfaccia, l’utilizzo di un mouse a 3 pulsanti e di una tastiera estesa (dotata di tastierino numerico) è fortemente consigliato.

Blender mette a disposizione delle alternative, nel caso non si abbiano a disposizione questi due semplici strumenti.

Per quanto riguarda il mouse, l’emulazione del pulsante destro si può ottenere tenendo premuto il tasto [ALT] mentre si fa click. L’emulazione del pulsante centrale, invece, si ottiene premendo, contemporaneamente al click, il tasto [⌘]. Ci sono inoltre dei sistemi per emulare il tastierino numerico. Parleremo di come attivare tutte queste funzioni quando toccheremo l’argomento inerente le Blender User Preferences.

mouse tastiera


Blender 2.6x – 010 I contesti

In ManualeBlender on 30 aprile 2013 at 22:09

All’interno dell’editor Properties è inserito un gruppo di pulsanti di tipo Radio che hanno la funzione di mostrare diversi ‘contesti’ presenti all’interno di un file di Blender.

010_01

 

Questo editor è uno tra i più utilizzati ed è utile, specialmente per chi è alle prime armi, dare una prima occhiata alla struttura ed al significato dei contesti in esso contenuti.

010_02 Render è il contesto che gestisce tutto ciò che concerne la realizzazione del rendering finale della scena, sia che si tratti di un’immagine statica, sia che si tratti di un filmato. All’interno troviamo la possibilità di impostare la dimensione in pixel dell’elaborato finale, la qualità delle immagini da produrre, il tipo di immagine o filmato da esportare una volta terminata l’elaborazione, ecc.

010_03 Render Layers consente di impostare e separare diversi livelli di rendering per ottenere effetti particolari nella composizione finale della scena.

010_04 Scene è l’ambiente utilizzato per definire gli aspetti più generali della scena che si sta realizzando. E’ qui che si trovano le impostazioni che definiscono le unità di misura, l’intensità e la direzione della forza di gravità, l’audio, la selezione della telecamera, ecc.

010_05 World contiene i parametri che definiscono l’ambiente in cui sono collocati gli oggetti della scena. Qui si possono definire aspetti quali la luce ambientale, il tipo di orizzonte, la presenza di nebbia, delle stelle, ecc.

010_06 Object all’interno di una scena sono presenti diversi oggetti: mesh, telecamere, fonti di luce, ecc. In questo contesto è possibile definire posizione, rotazione, scala, relazioni di parentela e tanto altro, di ogni singolo oggetto selezionato.

010_07 Constraints è il posto giusto per applicare delle regole ‘di comportamento’ degli oggetti. Qui si può definire, ad esempio, la distanza minima o massima che un oggetto può raggiungere rispetto ad un altro, si possono ‘legare’ oggetti ad altri elementi come ad esempio una telecamera può essere collegata ad una mesh da inseguire lungo un percorso, si possono applicare limiti di rotazione, di scala o di spostamento, e così via.

010_08 Modifier racchiude la definizione degli eventuali modificatori applicati ad un determinato oggetto. Un modificatore è lo strumento che consente di modificare le caratteristiche geometriche di una mesh in maniera non distruttiva. Questo vuol dire che la deformazione può essere annullata o modificata in qualsiasi momento ed eventualmente confermata in maniera permanente. I modificatori sono utilizzati, ad esempio, per la realizzazione di tessuti, oppure per dare spessore a delle facce bidimensionali, o ancora per creare una copia speculare di un oggetto ecc.

Object Data serve a definire i valori dei parametri dell’oggetto selezionato.  L’icona del pulsante cambia indicando visivamente il tipo di oggetto selezionato:

010_09 mesh

010_10 camera

010_11 text

010_12 lamp di tipo point

010_13 lamp di tipo sun (sole)

010_14 lamp di tipo spot

010_15 lamp di tipo hemi

010_16 lamp di tipo area

010_17 Material contiene le informazioni che riguardano la consistenza del materiale (colore, riflesso, specularità, trasparenza, ecc.) della superficie cui questo è applicata. Vedremo più avanti che è possibile applicare più materiali alla stessa mesh, selezionandone le facce singolarmente o in gruppi.

010_18 Texture serve a definire una trama, composta da uno o più elementi ‘stratificati’ che possono essere costituiti da immagini parametriche, da fotografie, filmati, ecc.

010_19 Particles serve a definire la presenza di elementi sulla superficie della mesh. Questo contesto è utilizzato per simulare peli, capelli, fili d’erba, ma anche sassi, briciole di pane,  foglie, e tanto altro.

010_20 Physics è l’ultimo contesto presente nell’editor Properties ed ha la funzione di definire proprietà fisiche dell’oggetto selezionato.  Ad esempio è qui che si impostano campi di forza, sistemi di collisione, simulazione dei fluidi o del fumo, ecc.

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.area51editore.com/categoria-prodotto/manualistica/esperto-in-un-click


Blender 2.6x – 009 I controlli (controls)

In ManualeBlender on 20 novembre 2012 at 00:08

Di seguito una rapida panoramica sui tipi di controllo presenti nell’interfaccia di Blender

Pulsanti

I pulsanti possono essere presenti singolarmente o in due o più elementi in raggruppati in senso verticale od orizzontale.

 

In alcuni casi, per rendere più riconoscibile un comando collegato ad un pulsante, in quest’ultimo viene inserita una piccola icona.

I pulsanti possono essere azionati con un semplice click del mouse.

Checkbox

Le Checkbox sono delle caselline di controllo che abilitano determinate funzioni. Sono attive quando al loro interno è presente il segno di spunta.

 

In alcuni casi la Checkbox ha la funzione di rendere visibili nuovi elementi dell’interfaccia. E’ il caso, ad esempio, del comando Ramp.

Slider

Le Slider sono controlli che permettono di impostare un valore numerico inserendolo da tastiera a seguito di un click del mouse sul valore stesso. In alternativa è possibile utilizzare le frecce destra e sinistra per aumentare o diminuire il valore mediante step predefiniti. Il valore inserito all’interno di uno Slider può avere dei limiti preimpostati.

Alcuni Slider non sono dotati di frecce, ma di un controllo grafico a stato di avanzamento che permette di capire con un colpo d’occhio in che posizione, tra il massimo ed il minimo, si trova il valore inserito.  Anche in questo caso è possibile inserire il valore a seguito di un click del mouse o, in alternativa, facendo click e trascinando il margine dello stato di avanzamento.

Menu a tendina

I menu a tendina consentono di selezionare un valore predefinito da una lista utilizzando il mouse.

 

I pulsanti Radio

Questi pulsanti sono sempre raggruppati e si escludono tra loro. Hanno la funzione di selezionare un valore o uno stato in maniera simile a quanto avviene con un menu a tendina, con la differenza che le opzioni sono tutte visibili a colpo d’occhio e spesso sono individuate mediante un’icona.

Selettore colore

E’ una casellina che rappresenta il colore selezionato per un determinato elemento. Per cambiare il colore è sufficiente fare click sulla casella stessa per far comparire la finestra di controllo selettore colore.

Controllo selettore colore

Il controllo selettore colore si attiva in maniera simile ad un menu a tendina. Al suo interno troviamo un cerchio colore in cui è possibile selezionare qualsiasi tonalità desiderata con un click del mouse. La barra verticale posta sulla destra consente invece di impostare la luminosità del colore stesso.

I pulsanti radio sottostanti consentono di selezionare un metodo di immissione numerico per la definizione esatta del colore:

  • RGB consente di inserire i valori per i canali (R) rosso, (G) verde e (B) blu
  • HSV consente di inserire i valori per (H) colore, (S) saturazione e (V) valore. Consiglio di effettuare delle prove nel variare tali valori per capire il funzionamento di questo metodo di selezione.
  • Hex consente di inserire i valori esadecimali espressi in tre coppie di caratteri alfanumerici che rappresentano i valori dei canali R, G e B. Questo metodo è utile anche al contrario, cioè per conoscere a quale valore esadecimale corrisponde un determinato colore.

Infine troviamo, in basso a destra, un pulsante con l’icona di un contagocce. Quest’ultimo serve a ‘prelevare’ i valori di un colore direttamente da un qualsiasi punto dell’interfaccia di Blender e di trasferirli nei campi numerici a fianco per la riproduzione esatta del colore del pixel su cui si è fatto click.

  

 

 

 

 

 

 


Blender 2.6x – 008 I pannelli

In ManualeBlender on 26 ottobre 2012 at 22:45

Il pannello è un raggruppamento di elementi di controllo (pulsanti, caselle di controllo, menu, ecc.).

All’interno di ogni editor e di ogni barra laterale possono essere presenti uno o più pannelli.

Nell’immagine sottostante, ad esempio, sono presenti 4 pannelli:

  • Transform
  • Delta Transform
  • Transform Locks
  • Relations

Transform e Relations sono espansi ed il loro contenuto è completamente visibile, mentre gli altri sono contratti in modo da lasciarne visibile soltanto il nome. Per espandere/comprimere un pannello è sufficiente fare click sulla freccina nera posta alla sinistra del nome.

Sulla parte destra, infine, è presente un’icona composta da tre linee oblique a formare una sorta di triangolo. Facendo click col mouse e trascinando si potrà cambiare l’ordine di visualizzazione dei pannelli.

 

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/


Blender 2.6x – 007 Sidebar, le barre laterali

In ManualeBlender on 15 ottobre 2012 at 23:39

Alcuni editor sono dotati di barre laterali che permettono di accedere rapidamente a controlli e comandi con un semplice click del mouse. Le barre laterali possono essere ridimensionate trascinandone il bordo con il mouse fino a farle sparire completamente. In tal caso comparirà, nel bordo dell’editor, una piccola icona contenente il simbolo ‘+’ tramite la quale potrete far riapparire la barra.

 

Per attivare e disattivare le barre laterali, a seconda del tipo di editor su cui si sta operando, puoi utilizzare i tasti [T] e [N]

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/


Blender 2.6x – 006 L’header (barra del menu) degli editor

In ManualeBlender on 29 settembre 2012 at 22:57

Ogni editor ha un header che può trovarsi in alto o in basso. Questa barra di menu contiene diversi elementi:

 Un menu a tendina editor type che consente di modificare il tipo di editor

 Un pulsante per nascondere o mostrare le voci di menu inerenti l’editor

 Le voci di menu dal quale sono raggiungibili i comandi necessari a manipolare il tipo di dati presenti nell’editor

 Altri menu, selettori e pulsanti di cui in genere si ha bisogno più spesso nel corso delle operazioni di editing e per questo sono stati resi disponibili nell’header.

L’intera barra dei menu può essere nascosta trascinando verso il basso la linea superiore dell’header stesso, se questo si trova nella parte bassa dell’editor come nel caso del 3D View, o verso l’alto in caso contrario, e fatta ricomparire con un click sulla piccola icona grigia contenente il simbolo ‘+’.

E’ possibile spostare l’header in alto o in basso facendo click su di esso con il tasto destro del mouse e selezionando il comando Flip to Top oppure Flip to Bottom a seconda della posizione attuale dell’header.

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/


Blender 2.6x – 005 Organizzazione dell’interfaccia di Blender

In ManualeBlender on 22 settembre 2012 at 00:11

In un primo momento è probabile che vi troverete un po’ disorientati di fronte all’interfaccia di Blender. Una serie di comandi, pulsanti ed altri oggetti misteriosi sembrano sparpagliati quasi a voler riempire in maniera casuale lo schermo.

In realtà Blender è dotato di un’interfaccia solida e soprattutto coerente, frutto di uno studio approfondito che, una volta appresane la logica, vi consentirà di essere altamente produttivi. Quello che in un primo momento pagate con lo smarrimento, lo ritroverete come beneficio in termini di velocità e praticità d’esecuzione.

L’interfaccia di Blender è inoltre altamente personalizzabile e, a partire dalla versione 2.50 del programma, vi consente di utilizzare più monitor contemporaneamente. Ogni configurazione può essere salvata e richiamata mediante un apposito menu così da permettervi di lavorare più agevolmente a seconda del tipo di operazione state svolgendo: modellazione, node compositing, ecc.

 
Il layout di default presente in Blender è composto da 5 editor racchiusi in un’unica finestra come mostrato in figura. Ognuno di essi ha una funzione specifica e, essendo realizzato con tecnologia OpenGL, può essere modificato a proprio piacimento. (Blender ha in realtà molti altri tipi di editor che più avanti andremo ad analizzare).
Ogni editor è di fatto una finestra racchiusa all’interno del software Blender e che quindi si comporta in maniera differente dalle finestre che normalmente popolano l’interfaccia del sistema operativo. Per semplicità utilizzerò i termini editor e finestra come sinonimi.

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/


Blender 2.6x – 004 Avviare Blender

In ManualeBlender on 9 settembre 2012 at 21:36

Blender è un programma ‘leggero’. L’avvio avviene molto rapidamente ed in pochi attimi vi comparirà la schermata di benvenuto che, oltre a mostrarvi i dati inerenti la versione del software e consentirvi di accedere ai file utilizzati di recente, permette di raggiungere diverse risorse online:

  • una pagina per le donazioni a supporto del lavoro svolto dalla Blender Foundation;
  • una pagina dedicata ai realizzatori di Blender;
  • l’elenco delle versioni e le modifiche con esse introdotte;
  • il manuale online tradotto in varie lingue tra cui l’italiano (anche se al momento in cui viene scritto questo capitolo, la traduzione è incompleta);
  • il sito ufficiale di Blender;
  • la comunità degli utenti;
  • e per finire il collegamento alla pagina di riferimento di Python, un linguaggio di scripting che consente di ampliare ed interagire con le funzionalità di Blender a livello di programmazione.

Dopo questa prima occhiata alla finestra di apertura di Blender fate clic in un punto a caso dell’immagine per iniziare a lavorare.

Per terminare l’esecuzione del programma è possibile richiamare il comando Quit tramite il menu File o tramite l’abbreviazione da tastiera [CMD] + [Q].

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/
 


Blender 2.6x – 003 Un po’ di storia

In ManualeBlender on 26 agosto 2012 at 21:42

Blender, così come lo conosciamo oggi, software libero e gratuito tra i più popolari a livello globale, nasce da un fallimento.

Nel 2001, a seguito della scarsa risposta del mercato alla pubblicazione di Blender Publisher, da parte della società NaN (Not a Number), gli investitori decisero di chiudere l’intero progetto facendo di fatto cadere nell’oblio quanto era stato realizzato da Ton Roosendaal ed il suo team.

Grazie all’entusiasmo ed al sostegno della comunità di utenti che era nata attorno al progetto, fu raccolta una cifra di 100.000,00 Euro che convinse i creditori della NaN a “regalare” al mondo intero il progetto Blender.

Se volete approfondire l’argomento, ecco alcune fonti:

Wikibooks – manuale di Blender

Blender.org – manuale wiki

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/
 


Blender 2.6x – 002 Che cos’è Blender

In ManualeBlender on 15 agosto 2012 at 22:56

(La prima cosa che mi viene in mente quando qualcuno mi chiede che cos’è Blender è che Blender è un miracolo. Un software di questo calibro, con capacità degne delle migliori produzioni cinematografiche e in continua evoluzione… gratuito! Insomma… cosa direste se ad esempio non Photoshop, ma l’intero pacchetto Creative Suite di Adobe fosse completamente gratuito e nonostante ciò fosse costantemente sviluppato da un nutrito gruppo di programmatori per renderlo sempre migliore e potente?)

Blender è un insieme di strumenti inglobati ed integrati tra loro all’interno in un unico grande software completamente gratuito e disponibile su praticamente tutte le piattaforme utilizzate normalmente per fare grafica (OS X, Linux, Windows, ecc.)

Blender, in pratica, permette al professionista, all’artista o al semplice amatore, di creare un’ampia gamma di contenuti grafici bidimensionali, tridimensionali ed interattivi. Lo si può utilizzare per realizzare un semplice rendering, un’animazione, un videogioco, un’applicazione interattiva e tanto altro. Per potenza e complessità è paragonabile ai software più noti come Maya, Cinema 4D, 3D Studio, ecc.

Tra le capacità più note di questo software troviamo:

La modellazione 3D

La mappatura UV

Il Texturing (con sistema di algoritmi per simulare diversi materiali)

Il Rigging

L’animazione

La simulazione di elementi particellari

L’elaborazione video

Il Rendering

Il Compositing

La realizzazione di videogiochi/applicazioni in tempo reale

Ampia possibilità di espansione mediante installazione di moduli aggiuntivi di terze parti

…e tanto altro.

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/
 


Blender 2.6x – 001 Introduzione

In ManualeBlender on 5 agosto 2012 at 22:21

Quando ho iniziato ad usare Blender, non avendo esperienza e non conoscendo nessuno che mi potesse aiutare ad imparare l’uso di questo software, ho iniziato a documentarmi cercando in Rete quanta più documentazione possibile. Ho trovato molto, anche in lingua italiana, tantissimi i tutorial sotto forma di video, che trattavano argomenti interessantissimi anche a livello altamente professionale.

Avevo la fortuna di dover realizzare un progetto concreto e contemporaneamente di avere tanta curiosità, così pian piano ho trovato ciò che mi serviva e l’ho utilizzato per raggiungere l’obiettivo nel mio lavoro.

Strada facendo mi sono detto che sarebbe stato bello avere un manuale d’uso sulle basi di Blender che riassumesse ciò cha avevo imparato e così ho iniziato a prendere appunti, trascriverli, migliorarli fino a dare loro una struttura abbastanza omogenea per poter essere messa sotto forma del testo che state leggendo.

Lo scopo di questi post non è quello di farvi diventare degli artisti, o dei veri e propri maghi della grafica 3D. Quello che vogliono essere è una guida, quella che avrei desiderato avere mentre muovevo i primi passi all’interno di questo vastissimo mondo che è Blender.

Questi post sono quindi rivolti ai principianti, ma anche a chi ha già esperienza e vuole tenere sotto mano una guida rapida di riferimento. L’era delle pubblicazioni digitali mi consentirà di mantenere aggiornato questo ‘manuale’, anche con le vostre proposte, i vostri dubbi, i vostri suggerimenti.

Restate quindi sintonizzati e buona lettura!

Per maggiori approfondimenti su questi argomenti leggi i miei ebook, se ancora non lo hai fatto: http://www.espertoinunclick.it/blender-tutorial/


Corso di Blender – Area51 Publishing

In BlenderClick, ManualeBlender, Texture e Risorse, Tutorial on 21 gennaio 2012 at 21:50

In digitale il corso innovativo di Blender, software leader nella grafica e animazione 3D. Blender è il software gratuito di modellazione, rendering e animazione 3D più potente, versatile e conosciuto. Il suo principale punto di forza è la diffusione su tutti i principali sistemi operativi, da Mac Os X a Windows a Linux. Da oggi puoi diventare un professionista di Blender partendo da zero. In 15 ebook progressivi realizzerai progetti concreti, grazie ai quali imparerai le funzionalità del software, dai livelli più semplici a quelli più avanzati. Alla fine del corso conoscerai tutti gli strumenti di Blender e saprai come metterli in pratica. Vuoi diventare un professionista di Blender partendo da zero? Ora hai lo strumento per farlo. Per creare: modellazioni e animazioni 3D, rigging, compositing e rendering, applicazioni e giochi 3D.

 

 

LIVELLO 1
Realizza un edificio in 3D Imparerai:

  • Le basi dell’interfaccia di Blender
  • La navigazione della 3D View
  • L’inserimento e le modifiche delle mesh
  • Editing: estrusione e sottrazione

A CHI SI RIVOLGE IL CORSO
Ai principianti assoluti. . A coloro che hanno letto i manuali ma non sanno come mettere in pratica le nozioni apprese. . A chi ha già una certa padronanza con programmi di grafica e vuole aumentare le sue abilità. . A chi vuole fare della grafica 3D la sua professione.

STRUTTURA DEL CORSO
15 livelli progressivi per 15 ebook. . Ogni ebook costituisce un livello: alla fine del livello avrai imparato a realizzare un progetto concreto e appreso nuove funzionalità di Blender. . Esercizi per approfondire il livello del corso e attivare la tua creatività. . Ogni ebook è autoconclusivo e indipendente dagli altri. I contenuti e i tutorial sono progressivi.

IN OGNI EBOOK
Oltre 100 pagine di tutorial passo passo e testo chiaro, agevole, pratico. . Oltre 150 immagini di immagini dettagliate. . Oltre 20 video illustrativi. . Esercizi mirati e finestre di approfondimento. Scarica subito il software Blender gratuito e inizia il nostro corso L’autore Francesco Andresciani nasce a Macerata il 9 ottobre 1976, ma vive e lavora a Bologna, dove svolge la professione di geometra libero professionista. Da sempre appassionato e studioso di informatica, utilizza attivamente svariati strumenti software in ambito progettuale, grafico e fotografico. Personalità creativa, versatile e poliedrica, esempio di quell’ideale di unione tra creatività e tecnologia che è anche la visione di Area51 Publishing, dipinge e suona diversi strumenti musicali con i quali ha composto e inciso alcuni brani. Cura la sezione di Blender del “Corso di programmazione per iPhone, iPad e Mac”, pubblicato in edicola dalla Hobby & Work e ideato e curato da Area51 Publishing.

 


Appunti di studio 4 – Selezione ed Editing

In ManualeBlender on 9 gennaio 2012 at 00:16

In questa sezione prenderai confidenza con le varie modalità di selezione presenti in Blender e con le principali modalità di editing. Come base utilizzerai la scena di default in cui è presente un’unico cubo al centro. Quindi, prima di proseguire nella lettura, ti consiglio di aprire Blender e, senza toccare nulla della scena di base, di premere poi il tasto [A] per deselezionare tutto.

Selezione in Object Mode

Quando apri un nuovo file in Blender, la modalità di default è la Object Mode ovvero la Modalità Oggetto. Questa modalità serve per gestire la posizione, la dimensione, la rotazione, ecc. degli oggetti, sia che questi siano delle mesh, delle lamp (luci), o delle camera (cinepresa), ecc. (vedrai più avanti i diversi tipi di oggetti che puoi trovare all’interno di una scena).
Per selezionare un qualsiasi oggetto all’interno della scena è sufficiente fare click col tasto destro del mouse. Per selezionare più oggetti puoi fare click, sempre col tasto destro, ma tenendo contemporaneamente premuto il tasto [SHIFT].
Per selezionare/deselezionare tutti gli oggetti con un solo comando, è sufficiente premere il tasto [A] che richiama il comando Select All (seleziona tutto).
Per selezionare gli oggetti mediante l’uso di una finestra di selezione (se hai già lavorato con applicativi CAD sai bene di cosa sto parlando) basta premere il tasto [B].
Infine per selezionare gli oggetti mediante l’uso di un ‘pennello’, il tasto da premere è il [C].  Quando utilizzi questa modalità di selezione per aggiungere degli oggetti è sufficiente fare click col tasto sinistro sull’origine dell’oggetto, oppure fare click e trascinare il cursore per eseguire una selezione multipla di tutte le origini oggetto che il selettore circolare incontra sulla sua strada.

NOTA:
L’origine di un oggetto è quel pallino arancione che vedi al centro del cubo e da cui partono le tre frecce colorate. Non sempre l’origine ricade al centro geometrico di un oggetto. Approfondirai meglio l’argomento in seguito.

Per ingrandire o ridurre l’area di selezione è sufficiente ruotare la rotella del mouse. Per deselezionare degli oggetti devi fare click col tasto centrale (rotella). Infine, per terminare la selezione in quest’ultima modalità è sufficiente premere il tasto [ESC] o il tasto destro del mouse.

Selezione in Edit Mode

Seleziona il cubo ed entra nella modalità Edit Mode selezionandola dal menu a tendina Mode che trovi in basso, nella barra della 3D View, in alternativa puoi richiamare velocemente tale modalità premendo il tasto [TAB].

Entrando in Edit Mode troverai che tutte le facce, tutti gli spigoli e tutti i vertici sono selezionati e quindi evidenziati in arancione.

NOTA:
Le facce sono poligoni racchiusi tra spigoli. In Blender il loro centro geometrico è rappresentato da un quadratino nero.
Gli spigoli sono linee racchiuse tra due vertici.
I vertici, infine, sono punti privi di grandezza, ma dotati di coordinate X, Y e Z

I metodi di selezione/deselezione sono essenzialmente analoghi a quelli che hai appena visto per la Object Mode, tuttavia in questa modalità hai la possibilità di decidere se quello che vuoi selezionare sono facce, spigoli o vertici. Per impostare tale preferenza devi fare click su uno dei 3 pulsanti che trovi in basso, sempre nella barra della 3D View.

Il quarto pulsante serve per abilitare/disabilitare la possibilità (molto importante) di selezionare o meno gli elementi della mesh che risultano invisibili poiché sono sul retro dell’oggetto rispetto alla visuale corrente. Infatti, se abiliti la selezione degli elementi nascosti devi fare molta attenzione a ciò che racchiudi nella finestra di selezione o a quello che tocchi con il cerchio di selezione perché è molto facile andare ad includere elementi non desiderati.

Editare in Object Mode

In Object Mode (per ritornarci utilizza il menù Mode appena visto o il tasto [TAB]) le tre principali modifiche che si possono applicare agli oggetti sono: Traslazione, Rotazione e Scala.
Quando hai aperto il nuovo file di Blender e ti sei trovato di fronte alla scena base contenente un cubo (e altri oggetti di cui ti occuperai più avanti) avrai notato le tre frecce colorate che partono dal suo punto di origine. Quelle tre fecce sono il modificatore di posizione. Per selezionare il tipo di modificatore è sufficiente fare click su uno dei tre pulsanti che trovi in basso nella barra della 3D View.

Di seguito l’immagine del modificatore di rotazione ed il modificatore di scala.

In tutti e tre i casi, per effettuare una modifica all’oggetto è sufficiente fare click su uno dei tre elementi colorati (freccia, arco o cubo) e trascinare nella direzione desiderata per ottenere la relativa trasformazione. Ti consiglio di fare qualche prova per renderti davvero conto di cosa sto parlando.

NOTA:
I tre colori corrispondono alle 3 dimensioni dello spazio in cui stai lavorando. Al colore ROSSO corrisponde l’asse X, al colore VERDE l’asse Y, mentre al colore BLU l’asse Z. Selezionare il cerchietto bianco corrisponde invece alla selezione di TUTTI e tre gli assi contemporaneamente.

Durante la trasformazione, mentre hai ancora il tasto del mouse premuto, hai la possibilità di inserire tramite tastierino numerico, il valore esatto di trasformazione che vuoi applicare. Ad esempio, se vuoi scalare un oggetto lungo l’asse Z (asse BLU) del doppio, basterà inserire il numero 2 e premere [INVIO].

Trasla, Ruota e Scala sono tre comandi richiamabili anche da abbreviazioni da tastiera rispettivamente con [G] (Trasla), [R] (Ruota) e [S] (Scala)

Editare in Edit Mode

Modificare i singoli elementi di una mesh selezionati singolarmente è una procedura identica a quanto hai appreso per la modifica in Object Mode. Di seguito tre esempi di traslazione, rotazione e scala della faccia superiore del cubo.


Appunti di studio 3 – Il modello 3D

In ManualeBlender on 30 dicembre 2011 at 23:07

I poligoni

Ogni modello che creerai con Blender, sia che si tratti di un semplice cubo, sia che si tratti di una ricostruzione dettagliata del viso di una persona, sarà sempre composto da poligoni.

I poligoni sono delle figure piane a due dimensioni (2D) come quelle che vedi nella figura. Possono essere semplici o complessi, tuttavia sono SEMPRE riconducibili ad una serie di triangoli, comprese le geometrie curvilinee come una circonferenza, che in realtà non esiste in questo ambito ed è soltanto più o meno approssimata.

Il triangolo è una figura geometrica importantissima ed il motivo è semplice: esiste un solo piano (ed esiste SEMPRE) in cui i sono compresi i suoi tre vertici. Se, per esempio disegni un quadrato sul piano XY all’interno di un programma 3D e di questa figura vuoi spostare uno dei suoi vertici sarai sempre vincolato al piano in cui il quadrato è stato realizzato. L’unico modo per spostare un vertice lungo l’asse Z è quello di spezzare il quadrato in due triangoli (che poggeranno su due piani bidimensionali distinti).

Per farti un esempio, partendo dal cubo che Blender ci fornisce ogni volta che inizi un nuovo disegno, e spostando uno solo dei suoi vertici, otterrai la suddivisione di almeno una delle facce in due triangoli distinti.

NOTA:Ogni oggetto formato da poligoni prende il nome di mesh (maglia, o reticolo). D’ora in avanti chiameremo quindi col nome mesh tutti gli oggetti composti da poligoni, mentre chiameremo col nome oggetto ogni elemento presente nella scena (mesh comprese) ad esempio una fonte di luce, una telecamera, ecc.L’elenco degli oggetti presenti all’interno di una scena è inserito nella finestra Outliner che trovi sul lato destro del monitor.

Le diverse modalità di visualizzazione degli oggetti all’interno della 3D View

Attraverso il menu Viewport Shading puoi scegliere come visualizzare le mesh all’interno della 3D View.

Partendo dal basso:

  • Bounding Box mostra all’interno della 3D View soltanto l’ingombro di ogni singolo oggetto, senza mostrare nulla della sua forma o del suo colore. Questa opzione aumenta di molto le prestazioni del computer quando la scena è particolarmente complessa.
  • Wireframe mostra il reticolo, la maglia che costituisce gli oggetti mesh. Per una migliore lettura in realtà Blender in molti casi (non questo in figura) ci mostra le mesh come se fossero formate da quadrilateri piuttosto che dei triangoli, in realtà si tratta solo di una semplificazione.
  • Solid è l’opzione predefinita. Mostra la forma ed il colore degli oggetti illuminati da una fonte di luce preimpostata e che non ha nulla a che vedere con le luci posizionate sulla scena. Tuttavia è il miglior compromesso tra prestazioni e leggibilità della scena in fase di modellazione.
  • Textured oltre a mostrare forma e colori degli oggetti applica anche la fonte di luce che crea le ombre come impostato nella scena. Questo metodo di visualizzazione rispecchia a grandi linee quello che si otterrà in fase di rendering finale, naturalmente richiede maggiore lavoro da parte del processore del computer.
  • Material assieme a Rendered è una modalità di visualizzazione disponibile solo attivando il nuovo motore di rendering Cycles, introdotto di serie a partire dalla versione di Blender 2.61 nel dicembre del 2011. E’ una modalità ancora più avanzata e realistica rispetto a Textured.
  • Rendered è un vero e proprio rendering della scena. In questa modalità Blender ti mostra in tempo reale quello che sarà il rendering finale rispecchiando le modifiche alla scena (forme, luci, materiali, ecc.). Ad ogni modifica che apporterai il processo di calcolo ricomincerà da capo mostrandoti prima un’immagine piuttosto granulosa che poi man mano andrà ad affinarsi sempre di più. Tra le opzioni (che esamineremo più avanti) c’è la possibilità di attivare la modalità di utilizzo delle schede grafiche dotate di tecnologia CUDA. Questo rende la fase di rendering molto più veloce e reattiva.

Come attivare il motore di rendering Cycles

L’attivazione del motore di rendering Cycles è tanto rapida quanto semplice: è sufficiente selezionare la relativa voce dal menù Engine che trovi in alto, nella barra Info.


Appunti di studio 2 – Navigare nella 3D View

In ManualeBlender on 15 dicembre 2011 at 22:42

Il metodo principale per navigare nella 3D View consiste nell’utilizzare la rotella del mouse.

Per avvicinarti ed allontanarti dall’origine degli assi cartesiani (in pratica, per eseguire lo zoom) puoi semplicemente girare la rotellina del mouse quando il puntatore si trova all’interno della 3D View.

L’alternativa all’uso dello scrolling con la rotella del mouse è quella di utilizzare il tastierino numerico: premendo il tasto [+] otterrai uno zoom di avvicinamento, al contrario, premendo il tasto [-], otterrai uno zoom di allontanamento.

Per la rotazione della vista puoi utilizzare ancora la rotella del mouse tenendola premuta e spostando il mouse nella direzione desiderata. Tenendo premuto il tasto [SHIFT] mentre si fa click con la rotella del mouse otterrai invece uno spostamento parallelo al piano del monitor, il cosiddetto panning.

In alternativa puoi utilizzare, sempre dal tastierino numerico, i tasti [8] (ruota in su), [2] (ruota in giù), [4] (ruota a sinistra) e [6] (ruota a destra). Sempre utilizzando gli stessi tasti appena descritti, ma tenendo premuto contemporaneamente il tasto [CTRL], puoi eseguire il panning. Tuttavia queste ultime combinazioni in ambiente OS X possono entrare in conflitto con il sistema operativo e quindi non sempre funzionano.

Volo libero

Un sistema alternativo alla navigazione nella 3D View è quello del volo libero. Per richiamarlo premi i tasti [SHIFT] + [F] ed entra in questa modalità che ti permette di effettuare degli spostamenti più fluidi all’interno della finestra semplicemente spostando il mouse. Premi la rotella centrale per effettuare il panning o girala per effettuare lo zoom. Per uscire dalla modalità Volo libero premi infine il tasto sinistro del mouse.

Le barre laterali della 3D View

Ai lati della 3D View troverai due barre distinte: a sinistra la Tool Shelf, richiamabile col tasto [T], che contiene una serie di comandi per la modifica di oggetti

a destra, invece, la Properties, richiamabile col tasto [N], che contiene una serie di informazioni modificabili.

Approfondirai più avanti l’utilizzo delle Tool Shelf e Properties ti dico comunque fin da ora che il contenuto di queste due appendici della 3D View varia a seconda del tipo di oggetto e del tipo di modalità in cui stai lavorando.

Un metodo alternativo per richiamare le barre laterali è quello di fare click sul simbolo ‘+’ che trovi sul bordo dell’area di disegno e trascinare, tenendo il tasto del mouse premuto, fino a raggiungere la larghezza desiderata. Per nascondere la barra laterale devi adottare il procedimento inverso: fai click sul bordo interno della barra laterale e trascina fino a farla scomparire. Noterai che a questo punto ricomparirà il simbolo ‘+’.

Per un esempio visuale ti rimando al breve video in fondo all’articolo.

NOTA:
Ti potrà capitare spesso di lavorare con la modalità a quattro finestre. Puoi facilmente impostarla seguendo questa procedura: premi il tasto [N] per aprire il menu transform in cui troverai il pulsante “Toggle Quad View”. Premilo per ottenere la vista a quattro finestre.

Al centro della 3D View trovi l’area di disegno (o di modellazione). Di base trovi visualizzata una griglia di passo pari a 1, cioè 1 quadretto = 1 unità Blender (vedrai più avanti l’uso delle unità, ti basti pensare per ora che non sei vincolato ad un tipo specifico: se vuoi, una unità può corrispondere ad un centimetro come ad un metro).

La linea rossa indica l’asse cartesiano X, la linea verde indica l’asse Y, la linea blu, infine, indica l’asse Z. Quest’ultimo non è normalmente visibile nell’area di disegno, ma lo incontrerai assieme ai modificatori.

Al centro della griglia trovi un cerchietto tratteggiato con i colori bianco e rosso. Questo si chiama 3D Cursor. Si tratta di uno strumento importantissimo che utilizzerai per vari scopi come, ad esempio, per decidere dove inserire un oggetto, o per impostarne il perno di rotazione. Spostare il 3D Cursor è semplicissimo, fin troppo facile anzi, basta fare click col tasto sinistro del mouse in un punto interno all’area di disegno. Spostare invece il 3D Cursor esattamente dove serve a te è tutto un altro paio di maniche, ma vedrai che quando ci arriveremo non sarà poi così difficile.

Suddividere la 3D View in più parti

Blender ti permette di suddividere la 3D View a tuo piacimento. Prova a spostare il mouse su uno dei bordi dell’area di disegno (siccome il bordo è sottile ti consiglio di farlo lentamente, per capire meglio). Una volta sul bordo, il puntatore del mouse cambia forma diventando una freccia sdoppiata. Quando succede fai clic col tasto destro del mouse. Ti comparirà un menu che dal quale selezionerai il comando Split Area. Trascina ora il mouse in un punto a tuo piacimento per dividere l’area come desideri. Puoi ripetere questa procedura diverse volte fino ad ottenere la configurazione desiderata. Come avrai intuito il comando Join Area serve invece ad unire assieme due finestre.

Un metodo alternativo e molto più immediato è quello di trascinare col mouse l’angolo a righe che trovi in alto a destra. Trascinando l’angolo verso sinistra o verso il basso otterrai la suddivisione della finestra, al contrario, trascinando verso destra o verso l’alto, potrai fondere insieme due finestre.

NOTA:
Tenendo il puntatore del mouse all’interno della finestra puoi massimizzarla con i tasti [CTRL] + [↑]. Viceversa, puoi farla tornare alle sue dimensioni precedenti con i tasti [CTRL] + [↓]

Appunti di studio 1 – Download ed installazione di Blender

In ManualeBlender on 11 dicembre 2011 at 23:07

Dopo diverse settimane di studio intenso mi sento pronto a pubblicare un po’ di appunti su quello che ho imparato di Blender. Come forse ho già scritto, puoi trovare online tantissime risorse riguardo Blender, molte anche in lingua italiana. La mia vuole essere una di queste, spero di buona qualità e conto moltissimo sui tuoi suggerimenti per migliorarla e per migliorare anche la conoscenza che ho io di Blender.

Mentre sto scrivendo questa prima “lezione”, chiamiamola così per ora, gli sviluppatori di Blender stanno mettendo a punto la versione 2.61. La data di uscita dovrebbe comunque essere entro la fine del mese di dicembre. Le novità che si porta dietro una nuova release di un software possono essere importanti come Cycles, il nuovo motore di rendering che verrà introdotto di serie nella prossima versione, oppure essere dei semplici bug-fix che risolvono problemi presenti nelle precedenti release. Tuttavia i miei appunti dovrebbero rimanere a grandi linee validi per le prossime versioni.

Download di Blender

Puoi trovare l’ultima versione stabile di Blender direttamente nel sito ufficiale della Blender Foundation, nella sezione download. Ti ricordo che Blender è totalmente gratuito e disponibile in praticamente tutte le principali piattaforme (OS X, Linux, Windows). Anche se interfaccia e funzionamento sono identici per tutte le versioni, sappi che io uso quella che gira su OS X.

Installazione di Blender

Installare Blender in OS X è semplicissimo: una volta eseguito il download decomprimi il file .zip con un semplice doppio-click e copia i file dentro una cartella a tuo piacimento, naturalmente ti consiglio di inserirla all’interno della cartella Applicazioni.

In realtà per ora ti basterebbe semplicemente tenere il file dell’applicazione tralasciando tutto il resto.

Una prima occhiata all’interfaccia di Blender

Una volta avviato Blender, fai click sulla schermata di avvio per nasconderla. Nel caso tu voglia farla riapparire basterà richiamarla tramite il menu Help -> Splash Screen che trovi in alto a sinistra.

Ti consiglio comunque di dargli un’occhiata perché contiene diversi link a delle risorse importanti.

Blender ha un’interfaccia composta da varie finestre di vari tipi, ognuno dei quali serve per visualizzare parte dei dati che compongono la scena che stai realizzando. Una particolarità di queste finestre è che la testata (ed il relativo menù) si può trovare sia in alto che in basso, a seconda del tipo di finestra. L’immagine che segue mostra la testata della 3D View che, ad esempio, si trova in basso.

Il primo elemento che puoi notare sulla sinistra è un menu a tendina che ti mostra, e ti permette di modificare, il tipo di finestra che stai utilizzando.

La 3D View

La finestra più importante, se non altro per la sua dimensione all’interno dello spazio di lavoro (che, a proposito, una volta modificato puoi salvare col nome che preferisci), è la 3D View. E’ in questa finestra che modellerai gli oggetti che compongono la scena ed è per questo che è la prima che andrai ad analizzare.

All’interno della 3D View puoi visualizzare gli oggetti della scena con diversi tipi di proiezione: User (vista libera, che non rientra tra quelle che seguono), Top (vista dall’alto), Left (vista da sinistra), Right (vista da destra), Back (vista da dietro), Front (vista frontale), Bottom (vista da sotto), Top (vista da sopra) e Camera (vista dalla camera corrente, è in pratica quello che comparirà nell’immagine di rendering). Ognuno di questi tipi di proiezione possono essere di tipo Persp (proiezione in prospettiva) e Ortho (proiezione ortogonale).

Nelle immagini che seguono un esempio di visuale User di tipo prospettico e un esempio di visuale Top di tipo ortogonale.

Alcune abbreviazioni (dal tastierino numerico) per modificare il tipo di proiezione:

[1] per passare alla vista Front. [1] + [CTRL] per la vista Back

[3] per passare alla vista Right. [3] + [CTRL] per la vista Left

[7] per passare alla vista Top. [7] + [CTRL] per la vista Bottom

[5] per passare dalla modalità prospettica a ortogonale e viceversa.

Ti ricordo che le abbreviazioni da tastiera funzionano solo mentre il cursore del mouse si trova all’interno della 3D View.

Una veloce impostazione prima di proseguire

La rotazione della vista all’interno della 3D View avviene tenendo premuto il tasto centrale del mouse e può essere impostata in due modi differenti:

  • modalità “Turntable” (da me consigliata) permette una rotazione della vista sul piano XY. E’, per fare un paragone, come se girassi un piatto appoggiato sopra ad un tavolo.
  • modalità “Trackball” permette la rotazione sferica in tutte le direzioni. Probabilmente più scomoda se non utilizzata con una trackball anziché con un mouse.

Ti consiglio vivamente di modificare (se non lo è già di serie) il parametro di input Orbit Style su Turntable anziché Trackball.

Per farlo premi la combinazione di tasti [CTRL] + [;] poi entra nella sezione Input.

Premi infine il pulsante Save As Default che trovi nella barra della finestra per fare in modo che ad ogni riavvio del programma le impostazioni attuali siano quelle che hai impostato.

A presto!


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